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Un Viaggio... Particolare - Autore: Aishaslave

Milano Lecce

Tutto ebbe inizio in una mattina durante il viaggio Milano Lecce… mentre andavo a passare un week end col mio compagno che era li ad aspettarmi …. Come sempre la preparazione fu molto scrupolosa, vestitino molto sexy, trucco perfetto, confidando nell'aria condizionata dell'eurostar ero sicura di arrivare a destinazione ancora impeccabile o quasi, ma non avevo fatto i conti con il caso.. E già ,il caso, quello che si insinua in qualsiasi situazione e  non lo puoi o vuoi evitare. Salgo sul treno, mi accomodo al posto prenotato, sistemo le mie cosine, e mi siedo pensando comunque che sarebbe stato un lungo viaggio ed avrei dovuto cercare il modo per rendere il tempo più piacevole … metto le mie cuffiette per ascoltare la musica ed inizio a pensare ai giorni di fuoco che mi aspettano , Mi sentivo sorprendentemente eccitata e la mia fantasia già immaginava giochini erotici di ogni tipo, , nella mia veste di schiava… e mentre pensavo, sentivo la mia passere che si bagnava sempre di più e dimenticando che ero senza mutandine, allargavo le gambe, lasciando al mio compagno di viaggio, una visuale perfetta…

Solo dopo mi accorsi del marcantonio che avevo davanti, e che compiaciuto mi osservava  probabilmente stavo emettendo dei gemiti tanto ero presa dalle mie fantasie… Lo guardai attentamente , non era bellissimo, ma aveva un certo fascino, quelle faccia da gran bastardo, quelli che fanno sentire le donne sempre delle gran puttane, ma che sanno tirargli fuori il meglio ,,, mi cadde anche l'occhio su suo  "pacco"" dio se mi sembrava fornito! E mentre pensavo a come mi ci sarei trastullata, lui si alzò per sedersi vicino a me.

Aveva un buon odore, e il suo alito caldo riusciva a darmi sensazioni voluttuose. Senza dire una parola, mi si avvicinò e mi mise una mano in mezzo alle gambe.. Io ero come incantata, e il cuore iniziò a battere all'impazzata, ma non lo respinsi, anzi allargai ancora di + le gambe quasi a volerle dire dai sentila, esplorala,così mentre la gente ci passa accanto, non senti quanto è bagnata? Non senti quanto io sono puttana?

Mi si avvicinò all'orecchio e mi disse "sei una cagna, ed io so cosa desiderano quelle come te"
Mi alzai di scatto,eccitata e confusa… sentivo che la bocca mi si stava asciugando, l'adrenalina era a mille mi incamminai volevo recarmi al bar ma mentre mi allontanavo sentii una mano afferrarmi  era ancora lui , mi guidò verso il bagno sentivo il suo respiro eccitato guardai verso il basso e vidi che il suo cazzo si era indurito… aprì la porta dei bagni e mi ci spinse dentro, e la chiuse dietro di se

La mia figa gocciolava, ero li nelle toilette di un treno, con uno sconosciuto, mi fece inginocchiare,e tirò fuori il suo voglioso arnese e prendendomi per i capelli mi disse.. Succhialo e me lo spinse in bocca con una tale forza da farmi mancare il respiro per un attimo

Ma fu solo un attimo.. iniziai a spompinarlo come una affamata, era veramente enorme e non volevo perderne nemmeno un millimetro di quel favoloso attrezzo.. Lui usava la mia bocca come una vagina, me la scopava, con foga mentre io mi toccavo il mio clitoride, che era turgido e sensibile , la figa quasi gocciolava da quanta voglia avevo, e me la masturbavo con forza.. Ad un cero punto si tolse dalla mia bocca, sempre per il capelli mi mise con la faccia nel lavandino , respiravo a fatica, sapevo che avrei potuto esplodere da un momento all'altro in un orgasmo senza fine, iniziò ad esplorare il mio buchino , un dito, due dita…. Forse tre, e quando si rese conto che era pronto per riceverlo, entrò dentro di me…. Era grosso , caldo, si muoveva con maestria nel mio culetto.. Un colpo, un altro, veloce, rallenta, le sue dita titillavano il mio clitoride, si spostavano, entravano nella mia passera che sembrava ormai una diga, lo volevo, di + ancora più forte lo cercavo, volevo ogni mio buco pieno…. Quando lui mi disse godi troia, non me lo feci ripetere.. Credo che urlai, perché una mano mi tappò la bocca… e il mio orgasmo fu qualcosa di travolgente… ma io non ero ancora appagata, volevo lui, sentire il suo piacere, berlo..
Sembrava che avesse letto nel mio pensiero.. Si tolse mi girò e mi disse apri la bocca…
Una cascata di sperma mi giunse in faccia, in bocca.. Calda, generosa…tutta la leccare
Con le mani me la avvicinai… leccandomi le dita sfinita, ed appagata..
Lui si tirò su la cerniera, mi guardò un attimo poi mi disse ciao ed uscì dal bagno


Io mi ricomposi e sorridendo pensai a lui ed al mio uomo che mi stava aspettando Tornai al mio posto…. E lo vidi con la valigia in mano, eravamo arrivati ad Ancona e lui sarebbe sceso li.


Mi immersi nelle mie cuffiette e mi appisolai

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